Un’agricoltura integrata consapevole e biodiversa.

Quando noi tre fratelli ci siamo trovati a gestire direttamente questa proprietà, ci siamo presto resi conto di possedere un’azienda troppo grande per essere una residenza estiva e troppo piccola per le tradizionali colture estensive.

Mossi dalla ferma convinzione di mantenere questa ormai ultima proprietà di famiglia, dove i nostri figli sono cresciuti, abbiamo cominciato a ragionare insieme su cosa fare.
Parlando con amici è stata coniata la frase “dalla terra alla tavola”; leggendo di slow food e di agricoltura ci ha colpito il concetto di “agricoltura consapevole”; discutendo del progetto con alcuni agronomi, è emerso, tra l’altro, il principio della “tracciabilità”.
Abbiamo ragionato ponendoci dalla parte di chi consuma il prodotto della terra, che desidera sapere e capire ciò che compra, ma anche dalla parte di chi produce e che deve giustamente ottenere un reddito dalla sua opera.
Dopo lunghe discussioni tra noi, con il coinvolgimento appassionato dei nostri figli, figlie e generi e unitamente alla preziosa e competente collaborazione di agronomi preparati e aperti al progresso, abbiamo cominciato a mettere insieme i pezzi di un puzzle affascinante anche se complesso.

Dopo aver ragionato, sia singolarmente che nel gruppo familiare, queste idee sono divenute elementi fondanti del nostro progetto. Ci siamo proposti di operare per un’agricoltura trasparente e controllabile nelle sue varie fasi, dalla semina alla vendita, e come tale tracciabile, per consentire al consumatore di capire e giudicare consapevolmente ciò che gli viene offerto e proposto in acquisto.
Non è quello che si chiama biologico – che può diventare comunque un obiettivo – ma vuole essere un processo colturale quanto più attento possibile ad un minimo e razionale utilizzo di concimi e fitofarmaci. La volontà di dimostrare come si lavora e cosa si utilizza, di raccontarlo e, in questo modo, di mettere in condizione di osservarlo e seguirlo. E’ l’inizio di un cammino su una strada lunga di crescita, consapevolezza, qualità e gusto.
Abbiamo cominciato con la vite, che completeremo il prossimo anno, non senza qualche novità.
Vogliamo l’olio, figlio principe della nostra terra e presto 1200 olivi andranno a dimora nella parte alta della proprietà.

Siamo in un angolo di paradiso, immersi in un mondo che tradisce quotidianamente le sue radici e la sua storia. Allora, presto, 500 alberi da frutta di specie antiche, molte autoctone, cresceranno nei nostri campi per consentire di assaporare gusti, aromi e profumi dimenticati o mai conosciuti. Si trasformeranno in marmellate, gelatine, conserve per unire l’oggi e l’ieri.

Coltiveremo il fagiolo, la cicerchia, il cece e le lenticchie, utilizzando semenze rigorosamente umbre e coniugando il come eravamo con il “4.0”; metteremo, quindi, in condizione chi lo desidera di conoscerci, seguirci e apprezzarci.
Non vogliamo, però, che siano solamente semplici o complessi apparati tecnologici a trasformare un modo di essere produttori e consumatori. Tutto questo non ci è sembrato sufficiente per esaurire il nostro desiderio di trasformare questo briciolo di mondo nel nostro mondo; e allora, quello che doveva diventare la nostra casa di campagna, il punto di incontro delle nostre famiglie diventerà il centro vitale dell’azienda, aperto e disponibile per chi vorrà assaporare il vecchio e il nuovo. Ospitalità e vita in campagna, osservando e/o anche partecipando alle attività che nelle stagioni si alternano e si susseguono.

Ci piace chiamarla farm. San Bartolomeo sarà la nostra farm, e i giovani architetti e ingegneri delle nostre famiglie trasformeranno casali, capanne e annessi in luoghi di riposo, relax e lavoro, abbinando il vecchio ai moderni comfort, creando laboratori dove c’erano stalle, fattoria didattica dove c’era la “fecondazione artificiale”, cantina dove c’era il pollaio.
Cercheremo di raccontare, spiegare, insegnare come una storia fatta di tradizione, lavoro e fatica abbia contribuito nel suo trasformarsi a cambiare la vita senza sradicarne il senso, di come il tempo in campagna non fugga, obbligandoci a correre, ma possa essere vissuto osservando anche la natura che cambia dal sorgere al calar del sole, nel suo variare di colori, di profumi, di rumori.
Se saremo capaci di mettere in pratica tutto questo, avremo realizzato il nostro progetto di farm che è la nostra filosofia per San Bartolomeo.

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GB Bennicelli
Una famiglia, una storia, una tradizione. Sono questi gli ingredienti dai quali siamo partiti per realizzare questo progetto: una fattoria, più che un’azienda, per la valorizzazione del territorio, attraverso un’agricoltura consapevole, innovativa e trasparente che riparte dalle colture antiche dell’Umbria per offrire nuovi sapori alla nostra tavola.

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